Bambini aggressivi


 

Bambini aggressivi: cause e rimedi da adottare per i genitori.

 

bambini aggressivi

 

Il Bambino aggressivo

Fin da piccoli alcuni bambini possono presentare comportamenti più aggressivi rispetto ad altri.

 

Le maestre possono segnalare ai genitori alcuni episodi di aggressività del figlio o della figlia nei confronti di altri bambini.

 

Oppure gli stessi genitori si rendono conto del bisogno dei loro figli di:

 

  • Distruggere,

 

  • Di litigare,

 

  • Di far del male.

 

In psicologia, l’aggressività nei bambini viene intesa come una caratteristica di personalità o come una spinta motivazionale, una pulsione innata, la realizzazione di determinate aspettative socio-culturali, oppure, ancora, una risposta alla frustrazione.

 

Il comportamento del bambino violento può essere messo in atto quando si ha la percezione di rischio.

 

Quando oggetti, persone, situazioni, eventi sono minacciati da un pericolo.

 

bimbi violenti

Bambini aggressivi psicologia

 

Secondo la teoria psicoanalitica, l’aggressività è una tendenza innata che può esprimersi attraverso atti mancati, lapsus, fantasie.

 

Fu Sigmund Freud a sviluppare una prima concezione dell’aggressività come pulsione intrapsichica, una reazione alla frustrazione che si sperimenta durante la ricerca di piacere o la mancata soddisfazione libidica.

 

Dopo il 1920, Freud abbandonò questa visione, raggruppando sotto il termine Thanatos la pulsione di morte che comprende le pulsioni aggressive e distruttive.

 

L’aggressività è quindi intesa come una forza cieca, muta, oscura, e dominante, che muove verso la pulsione di morte, cioè la cessazione delle tensioni libidiche.

 

Thanatos si contrappone a Eros, termine sotto il quale sono invece raggruppate le pulsioni libidiche, ossia l’insieme delle pulsioni che danno origine alla componente erotica dell’attività mentale.

 

Eros e Thanatos sono entrambi presenti nell’attività mentale e operano in modo congiunto.

 

La pulsione di morte è al servizio del principio di piacere poiché realizza la cessazione delle tensioni libidiche che altrimenti resterebbero insoddisfatte.

 

attività psicomotoria nei bambini

 

Attività psicomotoria nei bimbi arrabbiati

Possiamo dire che il comportamento nei bambini nervosi e aggressivi si riferisce al mettere in atto le sue idee attraverso l’attività psicomotoria, anziché esprimere ciò che pensa con le parole.

 

E’ un bambino che rifiuta il dialogo, ma che, al tempo stesso, ricerca un punto di incontro con una modalità meno evoluta.

 

Oltre a riflettere sulla modalità del bambino di comunicare il suo vissuto, è importante chiedersi: “Da dove origina tutta questa aggressività?”.

 

Albert Bandura, autore della teoria dell’apprendimento sociale, negli anni ’60 condusse la famosa ricerca sperimentale sull’aggressività infantile, dimostrando che il comportamento aggressivo dei bambini può essere appreso per imitazione.

 

Bandura parlò di modelling, una forma di apprendimento attraverso la quale gli individui, osservando altri individui, acquisiscono i loro comportamenti.

 

Alla base della ricerca vi era il noto esperimento della Bambola Bobo, una bambola gonfiabile alta circa un metro e mezzo che dondola, ma resta sempre in piedi.

 

gruppi di esperimento

 

Esperimenti effettuati

 

All’esperimento parteciparono bambini e bambine in età prescolare divisi in 3 gruppi:

 

  • un gruppo di bambini e bambine fu esposto al modello aggressivo. Esso consisteva nell’osservare una persona adulta,  un uomo o una donna, che giocava con i giochi presenti nella stanza, e iniziava ad avere un comportamento aggressivo nei confronti della Bambola Bobo: cioè picchiandola o colpendola con un martello;

 

  •  l’altro gruppo di bambini e bambine, invece, fu esposto al modello non aggressivo che consisteva nell’osservare una persona adulta che giocava in modo pacifico con la Bambola Bobo;

 

  • infine, un gruppo di bambini e bambine apparteneva al gruppo di controllo. E pertanto non osservava nessun tipo di interazione dell’adulto con la Bambola Bobo.

 

Dopo l’osservazione, anche i bambini entravano nella stanza per interagire con i giochi e la Bambola Bobo.

 

I bambini che avevano osservato il modello aggressivo lo riproposero sulla bambola mostrando una maggiore inclinazione all’aggressività fisica, rispetto ai bambini degli altri gruppi.

 

Sicuramente i risultati di questo esperimento ci portano a riflettere sulla responsabilità che le figure di riferimento (genitori, parenti, educatori, insegnanti, ecc..) hanno nei confronti dei bambini.

 

E, inoltre, sull’importanza di mettere in atto comportamenti adeguati nell’ambiente familiare ed educativo.

 

psicoterapia applicata ai bambini aggressivi

 

Bambini aggressivi cosa fare e non fare

 

È importante fare attenzione alle tante modalità dirette e indirette con le quali si rischia di utilizzare o trasmettere la violenza:

 

  • Picchiare,

 

  • Punire troppo severamente,

 

  • Far vedere film e programmi televisivi di carattere violento,

 

  • Minacciare,

 

  • Spaventare,

 

  • Parlare in modo aggressivo.

 

violenza verbale con i bimbi

 

Violenza Verbale

Se l’adulto interagisce con il bambino utilizzando la violenza verbale o, peggio ancora, fisica, sarà difficile instaurare con lui una relazione di fiducia e rispetto.

 

Tra adulto e bambino si genera un circolo vizioso nel quale più si dà aggressività e più si ricevere la stessa.

 

L’adulto deve essere più forte del bambino per poterlo aiutare.

 

Piuttosto che sgridarlo in continuazione e metterlo in punizione, potrebbe essere più opportuno aprire un semplice dialogo, al fine di cercare di capire quali sono i motivi che spingono il bambino a comportarsi in questo modo.

 

Dobbiamo tenere presente che quando siamo di fronte ad un bimbo aggressivo, costui è un bambino che in realtà sta soffrendo internamente.

 

E’ frustrato e si nasconde dietro una falsa sicurezza.

 

abbracciare i figli

 

Ha paura e ricerca protezione a partire dal contatto fisico.

 

Nelle situazioni più complesse può essere utile se non necessario consultare lo psicologo, il quale può supportare i genitori nell’individuare risorse e strumenti per gestire e modificare le fonti, e il conseguente comportamento dei bambini violenti.

 

 

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