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48 commenti su “Chiedi alla psicologa

  • Vincenzo

    Salve, secondo lei per scrollarsi di dosso la timidezza con le ragazze, può essere utile farsi aiutare da un’amica o conoscente attraverso suoi consigli o facendo comunque pratica con lei?

  • Anna

    Buongiorno,
    Grazie per l’opportunità. Ho in affido una bambina da oltre 3 anni (ma la seguo fin dalla nascita) figlia di genitori tossico dipendenti. Il Papa ha recuperato una vita normale e la può vedere e sentire quando vuole … anche con lui la bambina non ha quasi sempre mantenuto i contatti. La mamma invece persiste in uno stile di vita intensamente difficile (drogata , prostituzione, accattonaggio…) e negli ultimi sei anni ha incontrato raramente la figlia solo in presenza dei servizi sociali. La mamma e la nonna materna sono persone molto
    Manipolative.
    La bambina e in terapia da una esperta in terapia Tavistock… 2 incontri la settimana da 4 anni ma non ho mai alcun riscontro dalla terapeuta che nella relazione presentata al giudice ha sottolineato la necessità di continuare con lei.
    Ha pero sottolineato che la bambina con lei non di apre , non esprime nulla riguardo alla sua vita … si limita a giocare e nelle ultime sedute sono passate ai giochi e video al cellulare. Non ho mai avuto da lei indicazioni su come comportarci in famiglia e su eventuali disagi che possa aver evidenziato nei giochi…
    La domanda è: normale che non ci siano riscontri? Normale che dopo 4 anni la bambina (che è molto intelligente, socievole, coccoli a, inserita con amici e adulti, sportiva è molto brava a scuola e che con me esprimi sia le stanchezze che le tristezze …) non abbia ancora raggiunto con la terapeuta una sorta di confidenza tanto da esprimersi (così come fa con me)? Spendo tempo e soldi ma non trovo più la motivazione…

    • Letizia

      Buongiorno,
      quando si tratta di bambini, non si può prescindere dai genitori (in questo caso affidatari) sia per motivi di legge sia per motivi terapeutici. Le suggerisco di confrontarsi con la psicoterapeuta della bambina e di porle questi leciti dubbi.
      Cordialmente,
      LS

  • Luca

    Salve dottoressa, avrei da chiederle un parere su una mia paura, da un po’ di tempo non riesco a parlare con i miei amici, ho paura che sparlino di me alle mie spalle, penso sempre che tutti siano a pensare a me e a come farmi sentire piccolo rispetto alle loro grandezze sociali e professionali e sessuali. Come faccio a recuperare un rapporto sano con queste persone?

    • Letizia

      Buongiorno, per raggiungere un equilibrio è necessario diventare più consapevoli e comprendere le sue paure e pensieri. Per farlo è vivamente consigliato un percorso di psicoterapia.
      Cordialmente,
      LS

  • Giulia

    Buongiorno Dottoressa, avrei bisogno di un suo consiglio. Da sempre sono una ragazza estremamente insicura per il proprio aspetto fisico, per difetti con i quali sono nata e che non posso modificare. Sono stata 3 anni con un ragazzo, ma spesso avevo delle crisi, tanto da voler rimanere chiusa in casa e non uscire, perché non mi sentivo abbastanza per lui, tormentata dai miei difetti fisici. Dopo tre anni la situazione non è cambiata, ero spesso in lacrime per queste crisi e ho preferito lasciare questa persona perché mi sentivo un peso, non sopportavo l’idea di avere sempre dei problemi, di non poter fare vivere la relazione con tranquillità. Mi guardo allo specchio e non sto mai bene con me stessa, non mi sento all’altezza di nessuno. Secondo lei per stare bene con qualcuno bisogna prima stare bene con se stessi? Una persona come me per stare meglio avrebbe bisogno di un percorso psicologico? In passato avevo già fatto un percorso, ma non mi ha aiutata.
    La ringrazio, Giulia.

    • Letizia

      Buongiorno,
      la psicoterapia è un investimento nella salute e tutti possono trarne beneficio. Naturalmente il buon esito del percorso terapeutico dipende da tanti fattori e tra i più importanti troviamo la motivazione del paziente a volersi conoscere a livello più profondo in modo da prendere atto del suo funzionamento psichico.
      Cordialmente,
      LS

  • Giuseppe

    Buongiorno dottoressa Sticca, ho necessità di parlare con lei su alcune problematiche familiari. Vorrei solo chiedere prima di chiamarla come faccio a capire se l’approccio psicosomatico è quello giusto?

  • Rossella

    Salve Dottoressa, avrei bisogno di un consiglio.
    Il mio compagno soffre di ansia, e negli ultimi mesi la sua situazione è peggiorata. Prima vivevamo la nostra vita di coppia con spensieratezza, ridevamo e riuscivamo ad affrontare così tutti i problemi. Stavamo pensando anche di andare a convivere ma lui ha fermato la ricerca di una casa, a causa di questo su stato. Ha intrapreso un percorso sia dallo psicologo che dallo psichiatra ma sembra sempre peggio. Io cerco di dargli tutto l’appoggio e la comprensione possibile ma, a volte, ho l’impressione che se ne approfitti, che si lasci andare, e a lungo andare ho paura di non riuscire a sostenerlo più.
    Cosa mi suggerisce di fare? Come si deve comportare chi sta affianco a qualcuno che sta male così?
    La ringrazio.

    • Letizia

      Buongiorno,
      il suo compagno sta vivendo una crisi interna che richiede una “ristrutturazione” delle difese psicologiche e dell’equilibrio nelle relazioni affettive. E’ un percorso che procede gradualmente per rispettare i tempi della mente. E’ un percorso in salita con lo scopo di raggiungere la vetta della montagna pertanto non mancano di momenti di stanchezza o di regressione. Ma l’obiettivo è procedere e Lei può ricordarglielo, supportandolo ad andare avanti. Però, se al contrario sente di non farcela o di essere trascinata indietro, valuti la possibilità di una consulenza psicologica anche per Lei in modo da fare luce sugli aspetti problematici e individuare le sue risorse per poterli affrontare.
      Le auguro una buona giornata,
      LS

  • Giada

    Buongiorno, sono capitata per caso sul suo sito. Volevo chiedere se si occupa anche di fobie. Sto attraversando un periodo infernale ed ho bisogno di un grande aiuto. Cosa consiglia difare anche a chi non può spostarsi, specie in questi momenti?

    • Letizia

      Buongiorno,
      la ringrazio per avermi scritto.
      Si certamente, mi occupo anche di fobie e dei meccanismi di evitamento e degli stati ansiosi che ne conseguono.
      Il primo passo è svolgere alcuni colloqui psicologici preliminari per inquadrare la situazione e individuare l’intervento più adatto. Se l’impossibilità di spostarsi è legata all’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, i colloqui possono essere svolti anche a distanza (per telefono o in videochiamata su Skype o whatsapp). Resta il fatto che è permesso spostarsi per recarsi dallo psicologo anche in zona rossa purché non si sia in quarantena o isolamento fiduciario! Se l’impossibilità di spostarsi è legata alle fobie, la modalità a distanza rischia di colludere con il problema pertanto può essere un modo per iniziare ma va dosata.
      Cordiali Saluti,
      LS

  • Alessandra

    Buongiorno dottoressa, ho una domanda a cui lei potrebbe dare una spiegazione logica. Sono mamma di un bambino di 7 anni che da quando è iniziata la pandemia è cambiato completamente. Prima era un ragazzo allegro, vispo e molto chiacchierone. Amava stare con gli altri e giocare fino a tardi. Da Marzo sembra trasformato. Non vuole vedere nessuno, giocare con nessuno, nemmeno con i parenti e con me. Se ne sta chiuso nella sua cameretta, ed è cambiato anche come umore.

    Fino a poco tempo fa scherzava, rideva e giocherellava.
    Adesso sembra troppo serio e pensieroso. Ho paura che il suo modo di vivere sia cambiato.

    Per questo le chiedo un parere tecnico, e soprattutto se è il caso di un colloquio.
    La ringrazio, Alessandra.

    • Letizia

      Buongiorno,
      la ringrazio per la sua richiesta. Quanto lei descrive è un segnale, l’espressione del forte disagio che suo figlio sta vivendo. Comprendo la sua preoccupazione e sono dell’opinione che questo segnale vada ascoltato e non ignorato. Svolgere alcuni colloqui clinici preliminari con il bambino e la sua famiglia è il primo passo per cercare di comprendere i pensieri, le emozioni, le paure che stanno alimentando questo malessere.
      Cordialmente,
      LS

  • Oriana

    Buongiorno dottoressa Sticca, sono della provincia di Torino ed ho trovato il suo riferimento su internet. Ho letto nel sito che pone molta attenzione ai problemi dei bambini e della famiglia, e mi auguro che possa dare una mano anche a noi. Data la situazione del lockdown imminente vorrei chiederle un consiglio. Ho un figlio di 9 anni e per lui io e mio marito vorremmo cominciare un percorso psicoterapeutico. Ho letto che esercita anche la psicoterapia online via skype, e vorrei sapere se anche nella nostra situazione può essere utile. Sa, data la pandemia, potrebbe essere la soluzione più comoda per noi tutti. Inoltre vorrei sapere anche se ci sono degli sconti per i pazienti online e se l’efficacia della terapia è la stessa. Sarebbe la prima volta che mi rivolgo ad uno psicologo online e quindi mi faccio una serie di domande. La ringrazio per la disponibilità. Oriana

    • Letizia

      Buonasera sig.ra Oriana,
      le fornisco alcune informazioni pratiche in modo da poter valutare. Per iniziare, solitamente si svolgono alcuni colloqui preliminari che servono a inquadrare l’area del problema e individuare l’intervento psicoterapeutico più adatto. I colloqui preliminari non sono vincolanti e il paziente può valutare di volta in volta se fare il colloquio successivo ed eventualmente iniziare il percorso di psicoterapia. La modalità on line era usata già prima della pandemia e a maggior ragione in questo periodo, si sta rilevando un ottimo strumento specie quando non è possibile essere in presenza. Mi sento di rassicurarla sul fatto che la seduta online non è una seduta di serie B e per questo il costo è lo stesso della seduta in presenza. Se ha bisogno di ulteriori informazioni, mi contatti anche telefonicamente.
      Saluti,
      LS

  • Silvia

    Buonasera mi ha colpito la sua esperienza con le persone affette da dipendenza,ho letto che ha collaborato con una comunità e forse mi puo aiutare. Ho vissuto anni con un tossicodipendente, e ogni sforzo x aiutarlo è stato invano, questo mi ha portato molte ferite, delusioni e tanta rabbia. Le posso chiedere, mi scusi ma è la prima volta x me,come funziona?posso fare un primo colloquio e poi valutare le successive sedute x capire se mi puo aiutare ad uscire da un periodo buio e molto sofferente?e mi scusi ancora la domanda, le sedute hanno costi fissi? Le posso chiedere quanto?grazie in anticipo.

    • Letizia

      Buonasera,
      sì, può fare un primo colloquio e poi valutare.
      Solitamente si fanno 3 – 4 colloqui preliminari che servono per avere una quadro della
      situazione e individuare l’intervento più adatto. Sono colloqui liberi nel senso
      che il paziente valuta di volta in volta se richiamare per fissare il colloquio successivo.
      In generale, il costo della seduta può variare in base alla prestazione.
      Può contattarmi telefonicamente in modo da chiarire meglio la sua richiesta ed eventualmente
      fissare un primo colloquio.
      Saluti,
      LS

    • Letizia

      Buonasera,
      le confermo che svolgo anche sedute di psicoterapia a distanza (online) ma ad ogni modo
      deve prima contattarmi telefonicamente dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20
      per fissare l’appuntamento in base alla disponibilità.
      Cordialmente,
      LS
      320 4121309

  • Lediana

    Buonasera, ho un amico che non riesce ad andare avanti emotivamente dopo la separazione con la moglie. Volevo chiederle se questo tipo di problema fa parte del vostro campo e quanto costa la sessione. Grazie e buonaserata

    • Letizia

      Buonasera,
      certamente, le difficoltà emotive legate ad esempio ad una separazione
      molto spesso sono affrontate con l’aiuto dello psicoterapeuta.
      Il costo della seduta può variare a seconda del tipo di prestazione
      (individuale, di coppia, familiare, ecc) che viene valutata insieme al/ai paziente/i.
      Cordialmente,
      LS

  • Marina

    Buongiorno, mio figlio di 9 anni da qualche settimana ha un tic. Muove la testa verso destra , è un movimento vistoso e ho paura che a lungo andare qualcuno finisca per prenderlo in giro. Premetto che è un bambino molto sensibile che risente parecchio delle eventuali sgridate ma anche del carattere più forte del fratello di 7anni che riesce precocemente in tutto prima di lui e lo tratta spesso come fosse lui il più piccolo. Io cmq ho il sospetto che c’entri l’inizio della scuola. Fin dai primi anni ha patito molto delle aspettative delle insegnanti e del padre, ma soprattutto le mie. Ho cercato di guidarlo correggerlo darglinun metodo di studio ma sembra che questo lo affligga, è bravo ha dei bellissimi voti ma si distrae spesso a scuola e a casa fatichiamo a fargli fare i compiti sembra non interessargli si distrae molte volte, spesso viene sgridato a volte pesantemente. Io ho anche sospettato una sindrome da attenzione ma le maestre dicono di no. Non so che fare la pediatra mi ha detto di creare un clima disteso attorno a lui e vedere come si mette ma io non ce la faccio a vedergli compiere quei movimenti, non dico nulla e facciamo finta di niente ma mi chiedo può passargli da solo senza l’aiuto di uno specialista?

  • Matteo

    Buongiorno Dott.ssa,
    ho 30 anni e non riesco ad investire sulla mia vita, non riesco a concentrarmi, a svolgere le mansioni del mio lavoro e mi sento sempre inadeguato per me stesso e per gli altri, oltre ad insicuro e non felice.

    Quando sono con persone che reputo “superiori” (praticamente la maggior parte delle persone che sono fuori dalla mia cerchia di amici e conoscenti, oltre al datore di lavoro e alle donne) rimango spesso in silenzio e non riesco ad essere istintivo come qualche anno fa. Mi chiudo. Ho paura di rispondere a tono e arrabbiarmi o al contrario di essere piacevole e brillante.

    Non ho voglia di lavorare anche se ho un ottimo lavoro, non riesco ad essere soddisfatto e ho la costante paura di sbagliare (puntualmente sbaglio).

    Non riesco a trovare un punto di svolta nella mia vita ed è una condizione mentale che va avanti da almeno quattro anni (in pochi anni sono cambiato totalmente).

    Avrei solamente voglia di mollare tutto ed essere libero mentalmente.

  • Gloria

    Buongiorno dottoressa, vorrei sapere se è possibile svolgere terapia anche per bambini di 6 anni. Ho un figlio che da poco tempo a questa parte ha sviluppato un tic nervoso. Ho paura che cresca con questo disturbo.
    Potrebbe aiutare la psicoterapia?

    • Letizia

      Buongiorno sig.ra Gloria,
      quando si tratta di bambini non si può prescindere dalla famiglia. Almeno nei colloqui preliminari sono coinvolti anche i genitori del bambino ed eventuali fratelli/sorelle per poi valutare il tipo di intervento più adatto. Nei bambini i tic sono comuni e dal punto di vista sociale e psicologico possono essere invalidanti. La psicoterapia è importante per affrontare le ripercussioni dei tic che hanno effetto sulla relazione con gli altri, sui propri vissuti emotivi, sull’autostima, sull’ansia, ecc. Inoltre, se l’origine del tic non è neurologica ma emotiva, la psicoterapia aiuta ad affrontare e a far emergere le problematiche psicologiche che si esprimono sul corpo attraverso il sintomo del tic.

  • Fiamma

    Buongiorno dottoressa, vorrei fare una domanda sul training autogeno. Una mia amica lo pratica da molti anni e ne è entusiasta. Dice che è così abituata che non potrebbe farne a meno.
    Mi ha detto che ci sono molti tipi di training autogeno, ma io non ci capisco nulla.
    Per iniziare secondo lei qual è il più adatto a una donna di 50 anni? Quante persone per volta lo possono praticare?

    • Letizia

      Buongiorno sig.ra Fiamma,
      la tecnica da me utilizzata è quella del Training Autogeno di Schultz ulteriormente arricchita dalle Visualizzazioni Guidate. Le suggerisco di leggere i miei articoli per comprenderne le caratteristiche e le finalità:
      https://www.psicoterapialetiziasticca.com/training-autogeno-torino/
      https://www.psicoterapialetiziasticca.com/training-autogeno-torino/corso-di-training-autogeno-con-visualizzazioni-guidate/
      Il T.A. è una tecnica di rilassamento corporeo e può essere praticato sia da bambini sia da adulti purché abbiano svolto una specifica formazione. E’ mia abitudine svolgere un colloquio preliminare con la persona interessata proprio per escludere quelle rare situazioni in cui la tecnica è sconsigliata. Inoltre, prima di iniziare il corso di T.A. di 10 sedute, è possibile fare delle singole sedute di prova. Il T.A. può essere praticato in modo individuale, in coppia o in gruppo (max 8 persone) e il corso ha lo scopo di insegnare la tecnica in modo che ognuno poi possa praticarlo da solo.
      Per ulteriori informazioni può contattarmi telefonicamente.
      Le auguro una buona giornata,
      dott.ssa Letizia Sticca
      320 4121309

  • Letizia

    Salve,
    si certamente, soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria svolgo colloqui
    di consulenza e di psicoterapia in modalità
    a distanza sia via telefono che in videochiamata anche tramite Skype.

  • Lucia

    Buonasera dottoressa, vorrei sapere se è possibile fare le terapie psicologiche online di sera.
    Sono da poco a Torino, vengo da Milano e non riesco a spostarmi facilmente e raggiungerla nel suo studio per i troppi impegni lavorativi.
    Avrei bisogno di un supporto in orari non molto comodi, lo so, ma non riesco proprio a trovare il tempo.
    Grazie

    • Letizia

      Salve sig.ra Lucia,
      molti pazienti riscontrano le sue stesse difficoltà ma finora siamo sempre riusciti a trovare una soluzione, a maggior ragione se ci si avvale della modalità online. Se posso cerco di andare incontro alle esigenze dei pazienti. Se vuole mi contatti telefonicamente per valutare un orario fattibile.
      Cordialmente,
      dott.ssa Letizia Sticca
      320 4121309

    • Letizia

      Buongiorno Sig.ra Lena,
      il post partum è un periodo delicato almeno quanto quello della gravidanza e si possono manifestare sintomi psicosomatici.
      In tal caso, una consulenza e/o un eventuale psicoterapia che utilizza una chiave di lettura psicosomatica può essere un intervento mirato in grado di far emergere e affrontare gli aspetti psicologici che sono stati sommersi e che sono stati trasformati in sintomi sul corpo ovvero psicosomatici.

  • Amalia

    Buongiorno dottoressa, le scrivo perchè sono ormai esaurita. Sto vivendo dentro casa da giorni come le sa per il coronavirus. Ma non riesco più a trovare i miei spazi. Con mio marito litigo spesso, stessa cosa con i ragazzi. Loro hanno anche ragione, ma io cosa posso fare. Mi sento di aver esaurito tutta la pazienza e ho paura di fare qualche pazzia quando sono arrabbiata con loro.
    Mi può consigliare qualcosa?

  • Sabrina

    Salve dottoressa Sticca, vorrei fare una domanda su mio figlio.
    Ha 11 anni è un ragazzo molto intelligente e ha tanti interessi.
    Da qualche tempo però ho notato che ha una specie di tic nervoso.
    In pratica succede che mentre parla muove ripetutamente il naso.
    Mi devo preoccupare?
    Cosa consiglia di fare?

    • Letizia

      Buongiorno sig.ra Sabrina,
      il tic nervoso di suo figlio mi fa pensare a un sintomo psicosomatico. I tic possono insorgere specialmente nei periodi di forte stress. Questo sintomo indica una tensione, un conflitto interno che si ha difficoltà a elaborare e non si può controllare. Racchiude in sé un pensiero, una paura, un desiderio che è stato rimosso, silenziato ma che inizia a riemergere parlando attraverso il corpo. Se non l’ha già fatto, le suggerisco di leggere l’articolo sul mio sito https://www.psicoterapialetiziasticca.com/tic-nervoso/ Ritengo che sia opportuno valutare una consulenza psicologica ed eventualmente un percorso di psicoterapia attualmente possibile attraverso le modalità a distanza altrettanto efficaci (via telefono o videochiamata).
      Cordialmente,
      dott.ssa Letizia Sticca
      tel. 320 4121309

  • Chiara

    Buonasera dottoressa ho trovato il suo sito online e vorrei porle una domanda.
    Secondo lei può aiutare la psicoterapia ai tempi del coronavirus per i bambini in casa?
    Ho 2 figli di 5 e 7 anni. Per loro non uscire di casa è un problema enorme. Non vedono gli amichetti e non possono neanche andare a giocare come vorrebbero.
    Ho cercato di spiegarglielo in tutti i modi ma ogni giorno diventa sempre più difficile.
    Sperando che la situazione finisca presto cosa mi consiglia di fare?
    la ringrazio in anticipo.

    • Letizia

      Buonasera sig.ra Chiara,
      prima di iniziare un percorso psicoterapeutico sono necessari dei colloqui preliminari di consulenza psicologica per esplorare l’area del problema e individuare l’intervento più adatto. Se ne svolgono al massimo 3-4 ma non sono vincolanti. Il paziente è libero di scegliere dopo ogni colloquio se richiamare per il successivo. Quando si parla di bambini non si può prescindere dai genitori quindi soprattutto all’inizio di svolgono dei colloqui familiari. In alternativa, dei colloqui solo con i genitori in modo da fornire loro un supporto i cui benefici si riflettono anche sui figli. Ci sono davvero tante attività creative per i bambini da fare anche insieme ai genitori e sono suggerite online da educatori e pedagogisti. Sicuramente per i genitori è molto impegnativo ma le routine della giornata possono essere arricchite. Inoltre, ascoltare i bambini è il modo per dargli la possibilità di esprimere le loro paure ed emozioni e ridurre le loro tensioni. Se non si riesce a “tamponare” in questo modo, può essere utile un consulto via telefono o via videochiamata per affrontare subito e nello specifico le difficoltà che state vivendo. Qualora volesse fissare un consulto può contattarmi al n. 320 4121309.
      Un caro saluto,
      dott.ssa Letizia Sticca

  • Marika

    Buongiorno dottoressa vorrei chiedere un consiglio.
    Ho 38 anni ma mi piacciono 2 uomini e non riesco a fare a meno di entrambi.
    Uno è molto dolce e gentile, l’altro un po’ più rude, ma mi piacciono tutti e due.
    Loro sanno tutto e la cosa per i primi tempi non pesava a nessuno dei 2. Ora però non li vedo, dal vivo, a causa del coronavirus e uno di loro non mi vuole più sentire e vedere…
    Io sono molto triste perché so che non riuscirò a fare a meno di sentirlo o vederlo. E L’idea che con lui possa finire mi manda in panico.
    Spero che sia dolo a causa del virus, ma sto davvero male.
    Secondo lei come posso agire per stare meglio?
    Inoltre lei pensa che ho un problema psicologico?

  • adriano

    Buongiorno dottoressa vorrei chiedere un consiglio.
    Sono un pensionato di 75 anni e in questo periodo dovendo stare a casa cerco di impegnare il tempo come posso.
    Mi piace molto avere a che fare con le piante e ora che ho molto tempo a disposizione cerco di curarle al meglio.
    Ho una domanda da porre, è normale secondo lei parlare con le piante, o può essere un segno di squilibrio psicologico?
    Perché io la trovo una cosa normalissima, ma mia moglie dice che sto diventando matto.
    Cosa ne pensa?

    • Letizia

      Buongiorno sig. Adriano,
      penso che parlare alle piante sia un’abitudine di molti
      “pollici verdi” e può essere intesa come un gesto d’amore verso la natura
      che è dotata di sensibilità. Non so dirle se questo faccia bene alle piante
      ma credo che in generale prendersi cura delle piante e dei fiori faccia molto
      bene alle persone. L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ci impone delle restrizioni
      anti contagio che sono necessarie ma al tempo stesso possono comportare delle forti ripercussioni
      psicologiche e dei più alti livelli di ansia e stress.
      L’ortoterapia e i giardini terapeutici sono utilizzati in maniera congiunta ad altri trattamenti
      per la cura di certe patologie e stati emotivi alterati. Pertanto in questo periodo fare giardinaggio
      può aiutare ad abbassare lo stress e a sentirsi meglio. Ad ogni modo, qualora sentisse il bisogno
      di parlare non solo con le piante ma anche con un esperto, può contattarmi per un consulto al n. 320 4121309.
      Un caro saluto,
      dott.ssa Letizia Sticca

  • Adele

    Dottoressa Sticca, ho trovato il suo spazio su internet e le vorrei chiedere cosa si può fare per i bambini chiusi in casa in questo periodo del Virus.
    Ne ho ben 3 e capisce bene che la situazione è davvero molto complessa. Per questo motivo le chiedo gentilmente se ci sono degli accorgimenti da prendere o al massimo delle azioni efficaci per i miei ragazzi.
    Hanno rispettivamente 4, 6 e 8 anni.
    Sono disperati perchè non possono uscire e nemmeno vedere gli amichetti. Soffrono tanto. La ringrazio in anticipo.

    • Letizia

      Buongiorno sig.ra Adele,
      mi hanno colpito molto alcune parole che ha usato nel suo commento come:”chiusi in casa”, “non possono uscire”.
      Purtroppo questa è una condizione che stiamo vivendo tutti ma può essere sentita con diversi gradi di disagio e stress
      a seconda di tanti fattori tra cui anche il significato che si associa allo “stare a casa”. Non necessariamente deve significare
      “non esci” o “ti chiudo dentro” (frasi che siamo abituati a sentire come limitazione della libertà o punizione). In questo periodo
      la nostra casa è un posto sicuro dove si possono fare tante cose, sopratutto quelle che per mancanza di tempo si sono rimandate.
      Ci è stato donato del tempo e possiamo impegnarlo nel fare tutti insieme (genitori e figli) delle attività che ci piacciono (cantare, ballare, colorare, cucinare, giocare, leggere, ecc). Non sempre i genitori hanno la possibilità di giocare insieme ai figli.
      Ai bambini si deve spiegare con parole semplici cosa sta succedendo e far capire che il loro stare a casa è prezioso perché li protegge e protegge gli altri. Durante la giornata è importante mantenere ritmi e orari: non svegliarsi tardi la mattina, non andare a dormire tardi la sera, rispettare colazione, pranzo, cena. Non so se e quanto sia attiva e gestibile la didattica a distanza. Ad ogni modo, mantenere il contatto con insegnanti e compagni di classe è possibile attraverso le videochiamate e può essere necessario per motivare i bambini a impegnarsi nel fare i compiti. Le videochiamate possono essere utilizzate anche per “vedere” gli amichetti. I genitori, oltre a svolgere il loro ruolo, hanno sicuramente molto più lavoro da fare visto che devono partecipare, supervisionare, collaborare e sostituirsi a tutte quelle figure del mondo scolastico ed extrascolastico dei loro figli. Queste sono solo delle indicazioni generali ma qualora volesse approfondire ed entrare più nello specifico, può contattarmi al n. 320 4121309 per fissare un consulto.
      Un caro saluto,
      dott.ssa Letizia Sticca

  • Tania

    Buonasera dottoressa ho trovato il suo sito internet e mi è piaciuto molto.
    Vorrei porle un quesito in quest’area dedicata.
    Ho 52 anni e lavoro a Torino. In questi giorni a causa del Coronavirus sono costretta a stare in casa con mio marito. Ma ho notato che sono più nervosa del solito. Non passa giorno in cui non mi scontro con lui e penso che la situazione possa degenerare in qualche litigio furibondo. Dato che anche mio marito non ha un carattere proprio mansueto, le chiedo cosa posso fare per restare più calma in questo periodo.
    Ho letto molte cose interessanti sul suo conto e spero che mi possa aiutare anche se a distanza.
    Vorrei prima un suo parere e poi valutare se possibile una terapia adatta anche per il dopo virus.
    Spero che tutto questo passi in fretta, e che le cose si risolvano il prima possibile.
    La ringrazio e le faccio i complimenti per l’opportinutà che ci offre.

    • Letizia

      Buongiorno sig.ra Tania,
      la ringrazio per i complimenti e vengo subito al dunque.
      L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo tende ad accentuare i nostri vissuti emotivi
      e la convivenza forzata può alimentare disagi, frustrazione e discussioni. Per mantenere uno stato di quiete in casa
      è opportuno parlare con calma e affrontare subito il problema per risolverlo o quanto meno trovare un compromesso.
      Può essere utile riflettere insieme a suo marito sulle emozioni, sulle paure e le preoccupazioni che possono esserci in questo periodo.
      Cercate di riconoscerle e di individuare la loro fonte. Questo vi aiuterà a non prendervela l’uno con l’altra.
      Inoltre, potreste alternare momenti condivisi, fare insieme un’attività che vi piace al prendersi ognuno un proprio spazio da vivere da solo e rispettare i silenzi e gli spazi dell’altro.
      Questi sono solo dei pratici suggerimenti (spero utili) per tamponare questo periodo.
      Naturalmente i motivi che ci spingono ad avere certi pensieri e comportamenti risiedono nella nostra parte più intima e profonda.
      Sicuramente attraverso un percorso terapeutico è possibile prenderne coscienza.
      Qualora sentisse il bisogno di un aiuto a distanza più concreto può contattarmi al n. 320 4121309 per un consulto via telefono o videochiamata.
      Un caro saluto,
      dott.ssa Letizia Sticca