Bullismo e Cyberbullismo: aspetti psicologici e possibili rimedi.

Differenze tra Bullismo e Cyberbullismo: analisi e comportamenti tipici
Il bullismo è a tutti gli effetti un comportamento aggressivo e presenta specifiche caratteristiche che possiamo schematicamente riassumere come segue:
- L’intenzionalità, decidere in modo consapevole di fare del male a qualcuno;
- Essere ripetuto nel tempo, quindi diverso da attacchi che sono avvenuti una volta sola;
- Il disequilibrio di potere, l’incapacità della vittima di difendersi per disparità fisica e/o psicologica.

Significato semplice di bullismo
Possiamo pertanto definire il bullismo come un attacco intenzionale ripetuto nel tempo verso una vittima che non riesce /non può difendersi.
Nella scena del bullismo ogni membro assume un ruolo specifico:
- Bullo, o bulla, è la persona che mette in atto in modo intenzionale prepotenze ripetute nel tempo che danneggiano la vittima;
- Vittima è la persona che viene prevaricata, non riesce a difendersi dagli attacchi e dalle molestie del/i bullo/i. Può essere fisicamente più debole del/i bullo/i oppure essere più timida e meno capace di difendersi;
- I sostenitori del bullo, anche se non partecipano attivamente alle prepotenze, manifestano approvazione e inviano feedback di rinforzo;
- I sostenitori della vittima possono essere di 2 tipi: il difensore che interviene interrompendo il comportamento d’attacco anche rivolgendosi agli adulti oppure il
difensore che interviene per consolare la vittima anche se lascia che avvenga l’attacco;
- Gli spettatori passivi non intervengono, non si assumono la responsabilità, si limitano solo a guardare ma così facendo rinforzano la prepotenza del bullo, il quale ha bisogno del pubblico per esercitare la sua dominanza.

Differenza tra bullismo e cyberbullismo: vediamoci chiaro
Se vogliamo essere più precisi, quando parliamo di bullismo non possiamo prescindere dal parlare anche di cyberbullismo.
Questo perché i bambini più crescono e diventano preadolescenti e poi adolescenti, più la loro vita off line si fonde con la vita online al punto da non poterle più separare come succede per gli adulti.
Siamo abituati a pensare che i comportamenti di bullismo avvengano prevalentemente nel contesto scolastico e dintorni.
Tuttavia, nel momento in cui allievi e studenti sono dotati ad esempio di uno smartphone, le prepotenze possono essere riprese, inoltrate tramite sms, chat, e-mail, video, quindi caricate nel contesto virtuale di internet.

Molestie digitali
Quando le molestie vengono messe in atto attraverso strumenti tecnologici, allora si parla di cyberbullismo.
Il cyberbullo è colui che invia sms, mms, e-mail offensive e/o minacciose, e che li diffonde ai danni della vittima nelle chat-line o nelle mailinglist.
Inoltre, è anche colui che pubblica foto e/o video in cui la vittima subisce prepotenze o viene offesa.
A differenza del bullismo, i comportamenti di cyberbullismo non necessitano di essere ripetuti nel tempo in quanto la diffusione avviene online ed è molto rapida.
Inoltre, la reiterazione non avviene tanto per opera del cyberbullo, ma dipende dall’uso che ne fanno gli altri.
Chi condivide e diffonde il materiale ricevuto, diventa complice del cyberbullo e lo aiuta a protrarre il comportamento aggressivo e ad acquisire lo status sociale dominante.

Conseguenze psicologiche
Le conseguenze psicologiche sono presenti sia per chi subisce, sia per chi agisce e sia per chi osserva il bullismo e il cyberbullismo.
Essere vittimizzati e cybervittimizzati può avere delle conseguenze che si manifestano a molteplici livelli:
- Difficoltà scolastiche, abbassamento del rendimento scolastico, non voler andare a scuola;
- Problemi internalizzanti: difficoltà emotive e psicologiche rivolte verso l’interno e per questo poco visibili come ansia, fobie, malessere, disagio, chiusura,
ipercontrollo;
- Disturbi psicosomatici: mal di pancia, mal di testa, disturbi del sonno ecc..che non hanno una causa organica bensì psicologica;
- Depressione;
- Rischio di suicidio.
Chi agisce il bullismo e il cyberbullismo tende a riversare il proprio disagio verso l’esterno, andando incontro a disturbi della condotta, disturbo antisociale di personalità, disturbi psicotici, avversità adulte e depressione.
Anche per chi osserva possono esserci delle conseguenze psicologiche in quanto assistere alle difficoltà relazionali tra pari e nel contesto scolastico, può aumentare l’ansia, l’insicurezza e la de-responsabilizzazione.

Come si può intervenire?
Quando il minore subisce prepotenze ripetute a scuola o in altri contesti, cambia il suo modo di relazionarsi agli altri, la percezione che ha di sé e l’autostima.
Inizia una sofferenza e un malessere psicologico che può evolvere nei sintomi sopra elencati pertanto è importante rivolgersi ad uno psicoterapeuta.
Attraverso un percorso di psicoterapia, lo psicoterapeuta aiuta la vittima a comprendere la sua fragilità relazionale e ad affrontare le sue emozioni, per sviluppare competenze sociali e migliorare la relazione con gli altri.
Anche la condizione del bullo richiede attenzione e supporto.
Lo psicoterapeuta può aiutare chi agisce il bullismo a capire la natura aggressiva e le cause del suo comportamento, a diventare più consapevole delle conseguenze e a promuovere un cambiamento delle modalità relazionali.
Naturalmente, trattandosi di minori non si può prescindere dalla loro famiglia: sarà lo specialista ad aprire un dialogo con i genitori, i quali sono coinvolti nel percorso di psicoterapia insieme ad eventuali fratelli e sorelle.

Interventi scolastici per sconfiggere il bullismo
Per affrontare e vincere il bullismo, è importante intervenire anche a scuola.
La psicoterapeuta può collaborare con gli istituti scolastici svolgendo interventi di promozione della salute e di prevenzione.
Nel primo caso sono rivolti a tutti e non c’è una situazione di rischio.
Servono per promuovere competenze sociali ed emotive per favorire il benessere, ma soprattutto devono promuovere la consapevolezza del fenomeno, della natura del comportamento e delle possibili conseguenze per la vittima, per gli spettatori, per coloro che agiscono in modo prepotente.
Nel secondo caso, si fa prevenzione quando è emerso qualche episodio a rischio.
L’intervento può essere rivolto a tutti oppure ad uno specifico sottogruppo o a individui già coinvolti nel fenomeno attraverso un intervento individualizzato.
Se vuoi saperne di più sul bullismo e sulle pratiche psicologiche da seguire per debellarlo, contattami e sarò felice di aiutarti!

