Disturbi del sonno del neonato

E’ normale che i disturbi del sonno nel neonato si manifestino nei primi anni di vita.

i disturbi del sonno nel neonato

Disturbi del sonno nel neonato: le notti sono il riflesso del giorno

Come spesso accade i disturbi del sonno nel neonato compaiono senza poter capire le motivazioni, che invece ci sono. Cerchiamo di comprenderle in questo articolo.

Nelle prime settimane di vita, infatti, alcuni neonati sembrano aver scambiato la notte per il giorno!

Complice di questi ritmi capovolti potrebbe essere ciò che è stato vissuto durante la vita intrauterina soprattutto negli ultimi mesi di gravidanza.

ritmo sonno veglia

Il bambino nella pancia della mamma

Di notte, la pancia della mamma è sicuramente più rilassata e ciò permette al feto di muoversi con maggiore libertà.

Mentre di giorno, l’utero della mamma è maggiormente contratto e tiene ben stretto il feto, facendolo dormire. Pertanto, è molto frequente che nelle prime settimane il neonato si svegli durante la notte. Spesso, dopo l’ultima poppata il neonato resta sveglio e costringe la madre a fare lo stesso.

Solo successivamente, i ritmi del sonno del neonato andranno ad allinearsi con quelli dei genitori, permettendo a tutti di dormire a sufficienza.

Va anche detto che dal punto di vista fisiologico, il sonno è caratterizzato dall’alternanza di fasi non REM di sonno profondo e di fasi Rem, caratterizzate da una serie di movimenti rapidi degli occhi in cui si ha l’aumento dell’attività del sistema nervoso autonomo.

La Poppata: come influisce nei disturbi del sonno del neonato

A queste fasi possono normalmente aggiungersi delle fasi di sonnolenza o di veglia sia nell’adulto che nel neonato.

Molti neonati riescono a fare l’ultima poppata verso le 23 o mezzanotte e poi riprendono il latte verso le 6 o le 7 di mattina.

Quando non è così e il bebè si sveglia piangendo, le mamme tentano di regolarizzare il loro sonno dandogli una o due poppate a richiesta durante la notte.

E’ vero, questa strategia può aiutare a calmare il bambino però, se protratta nel tempo, potrebbe rivelarsi “un’arma a doppio taglio”.

Risvegli continui del bambino

Se messa in atto per sopperire al problema del sonno e dei risvegli continui con crisi di pianto, questo metodo crea la routine dell’allattamento durante la notte che continua a svegliare sia la mamma che il bambino una o più volte a notte.

Diciamo che non è una soluzione e potrebbe condizionare anche lo sviluppo dell’alimentazione: c’è il rischio di protrarre l’allattamento e mantenerlo nel tempo nonostante la consolidata alimentazione complementare, solo pechè il bambino non dorme.

Oltre a nutrire il bambino, in questo caso la poppata notturna ha a maggior ragione la funzione di fornire il contatto con la mamma.

Probabilmente, la notte costituisce per il bambino un periodo di tempo senza contatto troppo lungo da tollerare. Come mai il bambino ha difficoltà a stare solo tutta la notte?

E’ frequente trovare la risposta nell’iperinvestimento ansioso della madre che fa scattare nel figlio.

Un atteggiamento ipervigilante che si traduce in grida parossistiche e risvegli notturni frequenti.

Gli attacchi di insonnia non sopraggiungono casualmente bensì riflettono l’andamento del giorno.

neonato disturbi nel sonno la notte

Richieste continue del neonato

Se durante la giornata, l’iperinvestimento ansioso materno si manifesta attraverso il tentativo di essere iperpresente e la tendenza ad obbedire a bacchetta ad ogni minima richiesta del bambino, egli non potrà sperimentare il significato dell’attesa.

Gli verrà impedito di sviluppare delle strategie per gestire la frustrazione derivante dall’attesa e ciò lo renderà estremamente dipendente.

Al contrario, creare sia dei momenti in cui il bambino è solo, separato dalla madre e dal padre sia dei momenti di attesa tra la comparsa del bisogno e la sua soddisfazione, migliorerà la sua capacità di colmare il vuoto che percepisce quando di risveglia di notte.

Naturalmente, deve essere un tempo di attesa ragionevole, attenzione a non esagerare!

walkie talkie per neonati

L’uso del walkie talkie

Un’altra modalità di risposta, alle preoccupazioni e alle angosce interiori delle mamme ma anche dei papà, è rappresentata dall’uso del walkie – talkie nella loro stanza e in quella del bambino.

Molti genitori lo utilizzano per motivi di sicurezza.

Questo apparecchio trasmette ogni minimo rumore emesso dal bambino e di conseguenza costringe inevitabilmente i genitori ad uno stato di impervigilanza continuo. È come se il bambino stesse in camera con i genitori, nel loro letto.

Diventa difficile creare uno stato di rilassamento e riposo, figuriamoci l’eventuale ripresa dei rapporti sessuali. Riuscire a spegnere il walkie – talkie significa tollerare una certa distanza tra genitori e bambino che è indice di forza e solidità per entrambe le parti.

Si inizia a parlare di disturbo del sonno nel neonato quando il bebè non riesce a gestire i momenti di veglia che possono capitare durante la notte.

Brusco risveglio

Per settimane o addirittura mesi, si sveglia in modo brusco. Non riesce a tollerare la frustrazione di stare solo di notte e ha bisogno di sentire e vedere la madre o il padre.

Riaddormentarsi è difficile, scatta l’agitazione, la rabbia, il pianto e le urla che lo portano allo sfinimento.

Solo allora si addormenta per poi risvegliarsi nuovamente in maniera brusca.

crisi nella coppia a causa dei disturbi nel sono del neonato

Crisi nei genitori a causa dei disturbi del sonno nei neonati

Quando la mancanza di sonno dura consecutivamente per molti mesi, la capacità di resistenza dei genitori è messa a dura prova. Se non si affronta la problematica, l’insonnia può comportare dei disturbi secondari che amplificano e aggravano la situazione di crisi.

Dal punto di vista psicologico, lo stabilizzarsi del ritmo veglia/sonno non dipende solo dalle caratteristiche personali del neonato, ma anche dalle caratteristiche genitoriali che fondano la barriera protettiva contro l’eccitazione e gli stimoli esterni.